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Marina Lo Cerchio

Gli italiani tornano a fare le vacanze? Pare di sì, e pure a settembre

L’estate 218 sembra essere propizia per il ritorno degli italiani alla (bella) pratica delle vacanze. Lo rivela Federalberghi, la Federazione delle associazioni italiane Alberghi e Turismo, che ha previsto che da giugno a settembre saranno 34,5 i nostri connazionali in viaggio, pari al 57% della popolazione. Nel complesso, l’incremento rispetto all’estate 2017 è pari al +0,5%. Bene anche il giro d’affari del comparto, previsto a 24,1 miliardi di euro.

Italiani in Italia

“Siamo un popolo che ama viaggiare nel suo Paese: questo sembrerebbe dimostrare la fotografia del movimento turistico degli italiani per l’estate 2018. La nostra indagine rivela che è aumentato il numero dei connazionali che faranno la loro vacanza principale in Italia: l’80,2% resterà nel Belpaese contro il 78,6% dello scorso anno” dice il presidente della federazione Bernabò Bocca. Come di consueto, per coloro che resteranno in Italia il mare si conferma la meta preferita dagli italiani per le vacanze estive, accogliendo il 67% dei viaggiatori. Seguono la montagna con il 9,5% delle preferenze, le località d’arte maggiori e minori con il 7,3%. Buona la performance delle località termali (4,5%) e dei laghi (3,5%). La durata media della vacanza si attesta a 10 giorni.

Capitali europee le preferite all’estero

Il 19,3% dei connazionali che si recherà oltre confine visiterà soprattutto le grandi capitali europee (49,5%) e le località marine (stabili al 17,5%).

Il giro d’affari

La spesa media complessiva stimata per le vacanze estive (comprensiva di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) risulta in crescita rispetto allo scorso anno, attestandosi sugli 911 euro contro gli 838 euro del 2017. Il giro d’affari complessivo è di 24,1 miliardi di euro, in aumento del 9,5% rispetto ai 22 miliardi dell’estate 2017.

I mesi più vacanzieri

Senza troppe sorprese, Agosto si conferma il mese leader, con il 60,3% degli italiani che lo scelgono per la propria vacanza principale, seppur in calo rispetto allo scorso anno (68,4%), a tutto vantaggio del mese di settembre, che fa registrare un 19,5% di presenze, rispetto al 12,4% del 2017.

“L’elemento che trovo distintivo sta nel fatto che per quest’anno si prevede uno spostamento dei flussi in favore del mese di settembre. Sono istintivamente portato a pensare che ciò vada letto in un’ottica positiva: questa crescita potrebbe fare da leva e dare un forte input alle politiche di destagionalizzazione che la nostra Federazione sostiene da sempre per il bene e lo sviluppo turistico del Paese” conclude il presidente di Federalberghi.



Collezioni Leon Louis: creatività e design da indossare

Quando la moda creativa ed in linea con le tendenze del momento incontra la qualità dei tessuti e delle lavorazioni, nascono i capi d’abbigliamento Leon Louis. Questo famoso brand ha presentato la sua prima collezione al mondo nel 2010 e da allora ha registrato un crescendo di consensi continuo, sino a divenire un punto di riferimento per tantissimi giovani che desiderano vestire alla moda ed in maniera ricercata. È sufficiente dare un’occhiata alle sue collezioni per rendersi conto del lavoro di ricerca e lo stile che traspare da ogni singolo capo di abbigliamento, frutto di una passione per il design di qualità che ha portato questo marchio a ricoprire un ruolo di rilievo nel settore. Leon Louis è dunque sinonimo di qualità e personalità, così come di lavorazione raffinata e ricerca di soluzioni all’avanguardia che sono alla base di quel mix magico che gli consentono di essere oggi la prima scelta per tantissimi giovani e meno giovani.

Se non conosci ancora in dettaglio le collezioni Leon Louis è arrivato il momento di rimediare e dare un nuovo look al tuo outfit, grazie alle proposte ricche di stile e personalità che ti attendono. Puoi farti già un’idea su revolutionconceptstore.it e scoprire la qualità ed il design unico che caratterizza ogni capo Leon Louis: dai giubbini ai pantaloni, dai bermuda ai jeans, qui puoi trovare veramente tutto ciò di cui hai bisogno per completare il tuo abbigliamento ed aggiungere quel pizzico di personalità in più che ancora manca nel tuo armadio. Divertiti a scoprire le tantissime proposte a disposizione e scegli in base a ciò che pensi possa fare maggiormente al caso tuo. Sfruttando le promozioni del momento inoltre, potrai acquistare i capi che preferisci ad un prezzo più basso rispetto quello originale, e ricevere comodamente la merce a casa entro un paio di giorni lavorativi.



Twitter versus Fake: stop ai profili “taroccati”

Pare in fase di estinzione l’epoca d’oro degli account falsi. Per primi, a voler porre fine al problema di violazione e appropriazione indebita di “identità social”, sono stati i “fratelli” Instagram e Facebook, procedendo alla disattivazione di tutti gli account falsi creati sulle proprie piattaforme.

La volta di Twitter nell’operazione pulizia

Ora tocca a Twitter, non nuova ad operazioni simili, che negli ultimi mesi ne ha sospesi oltre 70 milioni. A diffonderne notizia, il Washington Post, citando un documento riservato di cui sarebbe entrato in possesso.

Un freno alla libertà di espressione?

Il quotidiano americano, a lungo autoproclamatosi “il braccio della libertà di parola del partito della libertà d’espressione”, sarebbe in antitesi alla posizione presa dalla piattaforma definendola “frenante” nel diritto di espressione.

Ma la vice presidente di Twitter, Del Harvey, avvalora la propria strategia: “La libertà di espressione conta poco se le persone non si sentono sicure (…) Abbiamo ripensato il modo in cui bilanciare la libera espressione degli utenti con il potenziale di raffreddare il modo di parlare altrui”.

Ed annuncia una nuova politica sociale contro lo spam e i bot maligni, i troll, gli abusi nonché nuove norme sulle condotte d’odio e gli estremismi violenti, giungendo così ad una significativa riduzione delle segnalazioni degli utenti, che forse hanno cominciato a sentirsi più sicuri. Per l’azienda, un cambio di filosofia e la volontà di migliorare la qualità dei discorsi che si svolgono al suo interno. Twitter, secondo quanto dichiarato da un suo portavoce, ha anche agito contro 142mila applicazioni che hanno condiviso più di 130 milioni di tweet classificati come “di bassa qualità e spam”.

Addio a bot, profili inattivi o hackerati, anche con milioni di follower

L’operazione di pulizia è già iniziata da qualche settimana e ha permesso di rimuovere bot e profili inattivi o hackerati dal conteggio dei follower di milioni di utenti. E’ stato anche introdotto un sistema di doppia autenticazione a livello hardware. Oggi Twitter conta 336 milioni di utenti e la società con l’uccellino azzurro è tornata a essere competitiva.  Secondo i dati del rapporto del primo trimestre del 2018 Twitter conta 336 milioni di utenti attivi.  Il social network nel giorno dell’anniversario del suo debutto ufficiale online (15 luglio) ha così deciso di porre fine al fenomeno per riguadagnare la fiducia di sponsor e delle aziende del settore pubblicitario su cui si basa il suo sostentamento. Vedremo cosa accadrà nel mondo dei cinguettii.



In Italia gli occupati tramite agenzia crescono di quasi il 25%

Il 24,6% in più rispetto all’anno precedente: questa è la percentuale di crescita dei lavoratori assunti tramite le agenzie per il lavoro rispetto al 2016. Nel 2017 il numero medio mensile di lavoratori impiegati tramite agenzia è̀ stato infatti pari a 439.373, di cui 36.300 a tempo indeterminato. Lo rileva Assolavoro, l’Associazione di Categoria delle Agenzie per il Lavoro italiane. Attraverso le attività di ricerca e selezione del personale, sempre nel 2017, 52 mila persone poi sono state scelte per essere assunte direttamente dalle aziende committenti. Tutte con profili medio-alti e contratti stabili.

Nel 2017 702 mila contratti di lavoro dipendente

Secondo le rilevazioni internazionali della World Employment Confederation, di cui Assolavoro è l’espressione italiana, in media, prima di trovare lavoro tramite agenzia, il 33% dei lavoratori era disoccupato. Ma coloro che nel corso del 2017 hanno avuto accesso attraverso le agenzie ad almeno un contratto di lavoro dipendente, con la retribuzione quindi prevista dal contratto collettivo nazionale, e tutte le tutele garantite dalla legge, risultano 702 mila. Mentre nel 2016, i contratti per lavoro dipendente, sono stati 624.559, spiega Assolavoro.

Ovviamente i lavoratori in somministrazione, ovvero assunti tramite agenzia,  hanno per legge diritto alla stessa retribuzione, e a tutte le medesime tutele che spettano ai dipendenti diretti dell’azienda presso cui prestano la loro attività

Il 53,7% degli occupati ha meno di 34 anni, e più del 20% non supera i 24 anni

Sono i giovani i più cercati dalle aziende che si avvalgono di un’agenzia per trovare personale. Più della metà, precisamente il 53,7%, dei lavoratori in somministrazione ha infatti meno di 34 anni. In particolare, cresce l’occupazione tramite agenzia per chi non supera i 24 anni: dal 18,7% del totale dei lavoratori in somministrazione del 2016 al 20,1% del 2017, riporta Adnkronos. Inoltre, il 39% dei lavoratori tramite agenzia è costituito da donne.

Almeno un lavoratore in somministrazione su tre, dopo aver lavorato con le agenzie per il lavoro, accede a una occupazione stabile.

450 mila studenti di 500 scuole coinvolte nei progetti di alternanza scuola-lavoro

Per quanto riguarda i progetti di alternanza scuola-lavoro, in un anno le agenzie hanno facilitato futuri percorsi professionali a 450 mila studenti di 500 scuole, attraverso 250 mila ore di alternanza. Principalmente, le ore svolte con l’ausilio di un’agenzia, sono state utilizzate per l’orientamento al mercato del lavoro, la compilazione del curriculum vitae, i consigli su come affrontare un colloquio, e per ottenere una guida all’autoimprenditorialità.



Arrivano gli exergame, i videogiochi interattivi per mantenersi in forma

Sono in arrivo gli exergame, i videogiochi che combinano gli “exercise” (esercizi fisici), con il “game” (gioco). Il dottore, quindi, ora potrebbe consigliare ai pazienti di giocare ai videogame. Magari, per proteggere la memoria e difendersi dall’Alzheimer.

Secondo i risultati di uno studio pubblicato su Frontiers in Aging Neuroscience, i medici potrebbero essere incoraggiati a prescrivere gli exergame per rallentare o contrastare il deterioramento cognitivo legato al passare degli anni. Il lavoro, infatti, promuove gli exergame, i videogiochi interattivi che fanno fare esercizio fisico.

I videogame che contrastano il deterioramento cognitivo

Gli anziani con un lieve deterioramento cognitivo hanno mostrato miglioramenti significativi negli esercizi mentali e di memoria dopo allenamenti regolari con questi videogame “fit” (in forma), riferisce Adnkronos. Dalla ricerca americana arrivano infatti “dati promettenti – commenta Cay Anderson-Hanley, associata di psicologia dell’Union College (Usa) e prima autrice dello studio – Gli exergame rappresentano un’arma in più nell’arsenale di rimedi per combattere questa malattia crudele”.

Precedenti studi condotti dalla stessa autrice avevano mostrato che gli anziani che si allenano con videogame interattivi, dal punto di vista mentale sperimentano benefici maggiori rispetto ai coetanei che si limitano all’allenamento fisico tradizionale.

I benefici degli exergame sono stati registrati a livello di memoria verbale e funzione fisica

I benefici in due gruppi di anziani che hanno partecipato a una ricerca sono stati registrati a livello di memoria verbale e funzione fisica, cosa che suggerisce l’utilità per gli anziani di inserire gli exergame nel proprio regime di esercizio quotidiano.

Certo, ammette la studiosa, sono necessarie ulteriori ricerche su un campione più ampio per confermare questi risultati. Ma il lavoro, finanziato grazie a una sovvenzione del National Institute on Aging, è giudicato molto promettente dagli autori. Tanto che il team sta lavorando a un sistema per consentire agli anziani di allenarsi direttamente a casa, scaricando un videogame sull’iPad da usare su una classica bike da salotto.

“La funzione esecutiva è come il Ceo del cervello”

I dati dello studio suggeriscono che “il miglior risultato per la salute mentale arriva quando facciamo due cose insieme”, ovvero attività fisica e videogame interattivi, sottolinea Anderson-Hanley.

Perché “La funzione esecutiva è come il Ceo del cervello ed è la chiave per restare indipendenti nell’età avanzata – aggiunge Anderson-Hanley -. Per esempio, ti permette di cucinare con due padelle sul fuoco contemporaneamente. E di non dimenticare che stai facendo bollire l’acqua mentre hai qualcosa in forno”.



L’Italia è la patria del wedding tourism. Un business da 390 milioni

L’Italia, si sa, è da sempre una delle destinazioni preferite dagli stranieri per convolare a nozze. Romantica per tradizione, con scorci unici e luoghi bellissimi dove organizzare cerimonia e feste nuziali. Ma ora il fenomeno ha assunto volumi davvero importanti. Negli ultimi anni l’attenzione nei confronti del wedding tourism è cresciuta ulteriormente, e il trend non accenna a diminuire. Si tratta di un fenomeno che ha assunto dimensioni di un business trasversale per l’attività di incoming, posizionando il Belpaese tra i principali marketplace del settore.

La BMII, Borsa del Matrimonio in Italia, punto di riferimento per chi si occupa di questo settore, ha registrato un incremento di interesse anche da parte delle istituzioni territoriali. E il suo obiettivo, in accordo con le istituzioni, è quello di sviluppare l’incoming nel nostro Paese.

Quanto vale il mercato del wedding tourism?

Secondo un’indagine della società di consulenza turistica e marketing territoriale JFC i 7.147 matrimoni stranieri celebrati in Italia nel 2017 hanno generato 385 milioni e 830mila euro di fatturato legato al wedding tourism. Ancora più rosee sono le previsioni per l’anno in corso: le stime, infatti, parlano già di un possibile aumento del 6.8% del numero di matrimoni, un trend che porterebbe nel 2018 a 7.633 il numero delle celebrazioni da parte di turisti stranieri in Italia.

Gli stranieri in Italia si sposano a Firenze

Tra le principali destinazioni più amate dal mercato internazionale per dirsi “sì” ci sono Firenze e la Toscana. “Il turismo legato al wedding – afferma l’Assessora al Turismo e al marketing territoriale del Comune di Firenze Anna Paola Concia – è una risposta importante nel nostro percorso, che intende promuovere sempre di più il turismo di qualità a Firenze. Un turismo insomma che allunga i tempi di permanenza nella nostra città, è interessato a conoscere il meglio della nostra cultura, della nostra storia, del nostro artigianato e della nostra enogastronomia”.

L’obiettivo della kermesse è sviluppare l’attività di incoming

“Obiettivo della Borsa del Matrimonio in Italia  è quello di sviluppare l’attività di incoming, divenuta oramai fondamentale per sostenere il nostro territorio e introdurre le realtà italiane concretamente nel processo di internazionalizzazione”, sottolinea Ottorino Duratorre, Presidente di RomaFiere, società organizzatrice della BMII.

Di fatto, l’evento offre un’ampia panoramica dei prodotti e servizi made in Italy a operatori italiani e internazionali, che prevede la partecipazione di 100 buyer provenienti da oltre 30 paesi, per un totale di 2.500 appuntamenti one-to-one



Contratto a tempo, è un vero e proprio boom

Gli ultimi indicatori segnalano che una leggera riprese nel mercato del lavoro italiano, per fortuna, c’è. E il quarto trimestre 2017 conferma la tendenza, seppure lieve, all’incremento congiunturale dell’occupazione, ma conferma anche l’aumento di lavoro a termine su quello stabile.

I numeri di indeterminato e determinato

Analizzando i dati più recenti, frutto di una “fotografia” scattata da Istat, ministero del lavoro, Inps, Inail e Anpal, si evince che se il tasso di occupazione destagionalizzato è risultato pari al 58,1% in crescita di un decimo di punto sul trimestre precedente, i posti di lavoro a tempo determinato sono saliti per il settimo trimestre di fila di 108mila posizioni sul mese precedente e di 403 mila in più su base annua. D’altro canto, i contratti a tempo indeterminato sono calati per la seconda volta in 10 trimestri di 34mila sul trimestre precedente.

Lavoratori a chiamata

Il numero di lavoratori a chiamata o intermittenti (Inps-Uniemens) nel quarto trimestre 2017 continua infatti a crescere anche se a tassi leggermente meno forti (+69,2%) rispetto ai due trimestre precedenti (+79,3% nel terzo e 75,9% nel secondo) quando il forte incremento era iniziato a seguito dell’abrogazione del lavoro accessorio (voucher). Analogamente prosegue il significativo aumento del numero dei lavoratori in somministrazione (+26,9% nel quarto trimestre 2017), in crescita tendenziale dal secondo trimestre 2013, con una forte accelerazione a partire dal primo trimestre 2017 (+22,5%) e confermata nel secondo e nel terzo trimestre del 2017 (+24,4% e +23,8%, rispettivamente).

Dinamica del lavoro “più debole del Pil”

A quanto scrive il rapporto, ripreso dall’agenzia Adnkronos, le dinamiche del mercato del lavoro si sono sviluppate all’interno di una ripresa economica “significativa e persistente” a cui però la dinamica del lavoro è stato “più debole rispetto a quella del Pil”. La crescita tendenziale dell’occupazione comunque, si legge ancora, è interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente che si concentra essenzialmente nel settore dei servizi mentre quella indipendente continua a diminuire sia a livello tendenziale che congiunturale.

Occupazione in crescita lieve

Nel quarto trimestre del 2017 l’occupazione cresce, seppure lievemente, e secondo i dati Istat, migliora anche a livello tendenziale (+279mila) mentre diminuiscono le persone in cerca di lavoro, -247mila, e gli inattivi -118mila. Per quanto riguarda i più giovani,  le cose vanno meglio in termini tendenziali mentre è “significativo l’impatto dell’invecchiamento della popolazione sul mercato del lavoro” a cui si deve “la crescita del numero degli ultracinquantenni indotta anche dall’allungamento dell’età pensionabile”.



Facebook investe sulle community e sulla sicurezza

In tutto il mondo ogni mese sono oltre 1 miliardo le persone che utilizzano i Gruppi Facebook. Le comunità sono una realtà da non sottovalutare, e Facebook lancia un programma ad hoc dedicato al sostegno e alla diffusione delle community. La piattaforma investirà infatti fino a 10 milioni di dollari per coloro che creano o gestiscono comunità che aggregano utenti su un tema significativo.  L’annuncio arriva da Londra, dove il social network ha organizzato il Communities Summit Europeo, a cui era presente Chris Cox, responsabile del prodotto e numero tre della compagnia di Menlo Park.

In Europa oltre 40 milioni di persone fa parte di un gruppo significativo

In Europa, spiegano al Summit, sono oltre 40 milioni le persone che fanno parte di un gruppo significativo per loro. A Londra è intervenuta anche Nicola Mandelsohn, manager europeo di Facebook, che di recente ha pubblicamente rivelato di essere affetta da un linfoma follicolare. La Mandelsohn fa parte del gruppo Living with follicular limphoma, che conta circa 4mila iscritti.  Tra le comunità più popolari presenti all’evento della capitale britannica c’erano i Blind Veterans Uk, l’organizzazione che dà sostegno pratico ed emotivo ai veterani non vedenti e alle loro famiglie, mentre per l’Italia, tra gli altri, era presente Fightthestroke, il gruppo di supporto ai giovani sopravvissuti all’ictus e alle loro famiglie.

Le opportunità di finanziamento

Le opportunità di finanziamento offerte dal social network sono diverse. Fino a cinque leader community riceveranno fino a 1 milione di dollari ciascuno da utilizzare per finanziare le loro proposte, e fino a cento responsabili di comunità riceveranno fino a 50 mila dollari ciascuno da utilizzare per una specifica iniziativa legata alla propria community. Il piano prevede anche una formazione e uno scambio di idee fra i diversi responsabili dei gruppi. C’è tempo fino al 9 marzo 2018 per candidarsi.

Facebook raddoppia il numero degli ingegneri dedicati alla sicurezza

Ma l’ultima novità annunciata da Facebook durante il Summit londinese riguarda anche il raddoppio della squadra di ingegneri della sede di Londra dedicata alla sicurezza e all’integrità della piattaforma. Quello della sicurezza è un altro tema caldo e attuale sul quale Facebook ha intenzione di investire. Gli ingegneri lavoreranno quindi per individuare e bloccare gli account fake, i falsi profili, costruendo strumenti più efficaci per ridurre le molestie e le truffe. E per migliorare le modalità di segnalazione dei contenuti.



Milano, Monza Brianza e Lodi: il 2017 un anno positivo per le imprese

E’ buono lo stato di salute dell’imprenditoria di Milano, Monza Brianza e Lodi. La Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi ha infatti tracciato l’identikit delle imprese a fine 2017 in base al rapporto annuale di Infocamere. In particolare, cresce Milano (tasso +1,2%) con una economia sempre più direzionale (+3% le società di capitale) e straniera (peso 16%). Trainano la crescita turismo e servizi. Tiene Monza (tasso + 0,3%): pesa di più il commercio nelle imprese, ma è prima l’industria per gli addetti, con oltre un terzo. A Lodi più donne e giovani (peso del 19% e 10% sul totale delle imprese) e pesa l’agricoltura al 9% rispetto al 5,7% regionale.

Milano, 2,1 milioni di addetti nelle imprese

Positivi i dati sotto la Madonnina. A Milano aumenta il numero delle imprese a quota 300 mila, con un tasso di crescita del +1,2% in un anno e 2,1 milioni di addetti. Una economia che ha prodotto circa 360 miliardi di euro in un anno, il 18% sul totale nazionale di 2 mila miliardi. I settori trainanti sono credito (+4%), turismo e servizi alle imprese (+2%). Bene le società di capitale (+3,1%) in una economia sempre più direzionale. Toccano le 53 mila le imprese femminili (più presenti nei servizi alla persona col 40% rispetto a un peso generale del 18% nell’economia). 47 mila le straniere (16% di tutte le imprese con punte del 30% nelle costruzioni e nella ristorazione) e 25 mila i giovani (l’8% di tutte le imprese e ben il 15% nel settore turismo). Tra le imprese il primo settore è il commercio con 57 mila, tra gli addetti un terzo del totale milanese è nei servizi alle imprese (723 mila).

Monza e Brianza, trainano credito e servizi

Anche in questo territorio aumentano le imprese, che toccano le 64 mila unità, con un tasso di crescita del +0,3% in un anno e 234 mila addetti. Complessivamente, le imprese locali hanno prodotto oltre 30 miliardi di euro in un anno. Trainano credito (+3,4%), servizi alle imprese (+1,5 %), trasporti (+1,4%), turismo (+1%). Bene le società di capitale (+2,6%). Superano le 11 mila le imprese femminili (più presenti nei servizi alla persona col 44% rispetto a un peso generale del 18% nell’economia). Oltre 6 mila le straniere (10% di tutte le imprese con punte del 18% nella ristorazione e nelle costruzioni). Sono quasi 6 mila i giovani (il 9% di tutte le imprese e ben il 17% circa nel settore credito e turismo). Tra le imprese primo settore è il commercio con oltre 16 mila, tra gli addetti oltre un terzo del totale è nel manifatturiero (circa 90 mila).

A Lodi più donne e giovani

Le imprese lodigiane sfiorano quota 15 mila, in lieve rallentamento in un anno (tasso di crescita a -1%) e 42 mila addetti. Prodotti circa 4 miliardi di euro in un anno. Positivi servizi alla persona e credito (+1%). Bene le società di capitale (+2,4%). Toccano le 3 mila le imprese femminili (più presenti nei servizi alla persona col 49% rispetto a un peso generale del 19% nell’economia). Quasi 2 mila le straniere (13% di tutte le imprese con punte del 29% nelle costruzioni e del 18% nella ristorazione). Sono 1.426 i giovani (il 10% di tutte le imprese e ben il 17% nei settori turismo e credito). Tra le imprese primo settore è il commercio con 3.488, poi 2.957 le costruzioni. Tra gli addetti quasi un quarto del totale è nei servizi alle imprese (10 mila). A Lodi l’agricoltura con 1.328 pesa il 9% sul totale delle imprese contro una media regionale del 5,7%.



Natale in Lombardia: un lavoro sotto l’albero per 52mila persone

Natale ha portato sotto l’albero dei lombardi anche tante occasioni di lavoro, con particolare riferimento alle professioni dell’accoglienza e del turismo. Lo rivelano i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su fonte Sistema Informativo Excelsior 2017 Unioncamere -Anpal, sulla base delle previsioni delle imprese.

Il turismo motore dei lavori sotto l’albero

Sono 24 mila le entrate previste dalle imprese a Milano nel mese di dicembre 2017 su 52 mila in Lombardia (il 46% regionale) e 255 mila in Italia (il 9,3% nazionale). I lavori offerti a Monza Brianza sono  3.250 e quasi mille a Lodi. Di questi numeri, la gran parte va attribuita la turismo, che rappresenta un terzo di tutte le richieste e sicuramente spinge i lavori di Natale in Italia. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle richieste, Milano è prima a livello nazionale con 24 mila entrate, appunto, seguita a breve distanza da Roma con quasi 22 mila entrate. Nelle posizioni successive si piazzano Bolzano e Torino (con oltre 10 mila entrate ciascuna).

Commessi, cuochi e camerieri le figure più richieste

Nelle tante richieste in occasione delle feste, ci sono alcune tipologie di figure professionali particolarmente ricercate. Tra commessi, cuochi, camerieri, addetti all’accoglienza e altre professioni del settore sono 7.100 le entrate a Milano, il 30% del totale, oltre 1.100 a Monza e Brianza (il 35% del totale) e 220 a Lodi (28%). I lavori per i preparativi del Natale, come commessi, pacchettisti, camerieri, hanno coinvolto nuovo personale specie nei negozi, nella ristorazione e nell’alloggio.

Natale in Lombardia

Sono 52 mila le entrate secondo le imprese in Lombardia a dicembre 2017. Tradotte in percentuali, queste pesano per il 20% del totale nazionale: in pratica un lavoro su cinque, tra quelli offerti in questo periodo di feste nel Paese, è in Lombardia. Milano è prima in regione con 24 mila posti, seguita da Brescia con 5.840 (11,3% lombardo), Bergamo con 4.590 (8,9%), Monza e Brianza con 3.250 (6,3%) e Varese con 3.090 (6%). Quasi 2.500 i posti di lavoro a Sondrio e Como, circa 2 mila a Mantova e Pavia e mille a Cremona, Lecco e Lodi. Forte il peso dei settori legati al turismo che, tra lavori in hotel, nei ristoranti o nei negozi, incidono a dicembre per un terzo del totale (32% in regione). Peso che sale per territori a vocazione turistica come Sondrio (68%) e Brescia (36%) e a Monza e Brianza (35%).




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