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Certificazione digitale, nasce il primo polo europeo

La necessità di certificare l’identità dei clienti online è la sfida principale delle aziende impegnate nel processo di trasformazione digitale. Quando si stipulano accordi online è infatti necessario garantire la certezza delle identità delle parti, e assicurare il valore legale dei documenti sottoscritti durante un accordo. Occorrono quindi strumenti che sappiano conciliare la sicurezza e l’aderenza alla normativa con l’immediatezza e la praticità del mondo digitale.

Garantire la sicurezza delle transazioni commerciali in rete è proprio l’obiettivo del primo polo europeo per la certificazione digitale, nato dalla certification authority italiana InfoCert (Gruppo Tecnoinvestimenti), insieme a Camerfirma, una delle principali autorità di certificazione spagnole.

Un “campione europeo” del digital trust

Nell’era digitale, sia per chi opera a livello locale sia a livello internazionale, la sicurezza delle transazioni e delle comunicazioni è fondamentale. “Grazie all’ingresso in InfoCert Gruppo Tecnoinvestimenti – spiega Alfonso Carcasona, Managing Director di Camerfirma – le sinergie in infrastrutture, innovazione e sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni si traducono in benefici tangibili per i nostri clienti attuali e potenziali”. Di sicurezza, mercato unico digitale e strumenti per la certificazione si è discusso a Madrid, nel corso del convegno dal titolo Costruendo il futuro digitale. Dove InfoCert ha dichiarato la propria ambizione a diventare “campione europeo” del digital trust.

Una rampa di lancio per l’espansione nei mercati di Francia, Belgio e Olanda.

La crescita di InfoCert è avvenuta attraverso una strategia di acquisizioni, che ha portato nel 2018 all’acquisizione di Camerfirma, e del 50% di Luxtrust, certification autority del Lussemburgo.

L’acquisizione di Camerfirma è stata la prima pietra miliare del percorso di sviluppo internazionale di InfoCert, cui ha fatto seguito il recente annuncio della sua joint venture paritetica con LuxTrust, il principale fornitore di Trust Services in Lussemburgo. Una vera e propria rampa di lancio per l’espansione di InfoCert nei mercati di Francia, Belgio e Olanda.

L’integrazione delle offerte permette una copertura di mercato più efficace

L’evento di Madrid ha consentito a Camerfirma e InfoCert di “presentarsi a una platea autorevole nel loro comune ruolo di fornitore europeo di servizi fiduciari, ma con solide radici istituzionali nel mercato nazionale spagnolo – dichiara Danilo Cattaneo, Amministratore Delegato di InfoCert Gruppo Tecnoinvestimenti -. L’integrazione delle nostre rispettive offerte ci permette una copertura di mercato più efficace, con servizi più ricchi e capaci di aiutare concretamente le organizzazioni pubbliche e private a rispondere al meglio alle sfide che le attendono”



In Italia gli occupati tramite agenzia crescono di quasi il 25%

Il 24,6% in più rispetto all’anno precedente: questa è la percentuale di crescita dei lavoratori assunti tramite le agenzie per il lavoro rispetto al 2016. Nel 2017 il numero medio mensile di lavoratori impiegati tramite agenzia è̀ stato infatti pari a 439.373, di cui 36.300 a tempo indeterminato. Lo rileva Assolavoro, l’Associazione di Categoria delle Agenzie per il Lavoro italiane. Attraverso le attività di ricerca e selezione del personale, sempre nel 2017, 52 mila persone poi sono state scelte per essere assunte direttamente dalle aziende committenti. Tutte con profili medio-alti e contratti stabili.

Nel 2017 702 mila contratti di lavoro dipendente

Secondo le rilevazioni internazionali della World Employment Confederation, di cui Assolavoro è l’espressione italiana, in media, prima di trovare lavoro tramite agenzia, il 33% dei lavoratori era disoccupato. Ma coloro che nel corso del 2017 hanno avuto accesso attraverso le agenzie ad almeno un contratto di lavoro dipendente, con la retribuzione quindi prevista dal contratto collettivo nazionale, e tutte le tutele garantite dalla legge, risultano 702 mila. Mentre nel 2016, i contratti per lavoro dipendente, sono stati 624.559, spiega Assolavoro.

Ovviamente i lavoratori in somministrazione, ovvero assunti tramite agenzia,  hanno per legge diritto alla stessa retribuzione, e a tutte le medesime tutele che spettano ai dipendenti diretti dell’azienda presso cui prestano la loro attività

Il 53,7% degli occupati ha meno di 34 anni, e più del 20% non supera i 24 anni

Sono i giovani i più cercati dalle aziende che si avvalgono di un’agenzia per trovare personale. Più della metà, precisamente il 53,7%, dei lavoratori in somministrazione ha infatti meno di 34 anni. In particolare, cresce l’occupazione tramite agenzia per chi non supera i 24 anni: dal 18,7% del totale dei lavoratori in somministrazione del 2016 al 20,1% del 2017, riporta Adnkronos. Inoltre, il 39% dei lavoratori tramite agenzia è costituito da donne.

Almeno un lavoratore in somministrazione su tre, dopo aver lavorato con le agenzie per il lavoro, accede a una occupazione stabile.

450 mila studenti di 500 scuole coinvolte nei progetti di alternanza scuola-lavoro

Per quanto riguarda i progetti di alternanza scuola-lavoro, in un anno le agenzie hanno facilitato futuri percorsi professionali a 450 mila studenti di 500 scuole, attraverso 250 mila ore di alternanza. Principalmente, le ore svolte con l’ausilio di un’agenzia, sono state utilizzate per l’orientamento al mercato del lavoro, la compilazione del curriculum vitae, i consigli su come affrontare un colloquio, e per ottenere una guida all’autoimprenditorialità.



Tre vantaggi che può darti un blog aziendale

Quali sono i reali vantaggi che può apportare a un’impresa un blog aziendale o corporate blog? Prima di individuarne alcuni, è bene precisare che si tratta di un lavoro da affidare a professionisti, sia per l’aspetto tecnico (grafica, navigabilità, versioni responsive per smartphone) sia per i contenuti, il dialogo con gli altri media (in particolar modo i social media) e l’indicizzazione sul web. Vanno spese anche due parole su cosa un blog aziendale non dovrebbe essere. Innanzi tutto, è consigliabile liberarsi dall’ossessione della vendita del proprio prodotto ad ogni costo, anzi ad ogni click. Il blog aziendale sicuramente non garantisce ciò nel breve periodo, ma nel lungo periodo genera valore per l’azienda. Inoltre, un corporate blog non deve trasformarsi in un canale dove copiare e incollare comunicati stampa, promozioni, avvisi interni e altri annunci apparsi sulla bacheca del sito aziendale: i contenuti del blog devono essere originali, proposti con il giusto tone of voice e rispondenti alle aspettative del pubblico. Vediamo adesso tre vantaggi che può dare un blog aziendale.

Comunicare e interagire con i clienti. Più che a vendere prodotti, attraverso un corporate blog l’azienda deve cercare una connessione con i clienti, riducendo le abituali distanze. I contenuti del blog devono essere utili, capaci di chiarire temi, risolvere incertezze e problemi. Massimo deve essere il grado d’interazione, quindi il lettore deve poter commentare i post. Bisogna guadagnarsi la fiducia del cliente attraverso articoli che dimostrino competenza, specializzazione su temi cari all’azienda e al settore di mercato, risultando meno tecnici e formali rispetto ai manuali e ai cataloghi. Tutto ciò può creare una base forte di follower, una fidelizzazione della clientela abituale e nuova.

Migliorare il ranking del sito aziendale sul web. Per migliorare l’indicizzazione di un sito web non bisogna pensare solo alle parole chiave. I motori di ricerca, e in modo specifico gli algoritmi di Google, premiano contenuti approfonditi, informativi, e il blog aziendale può arricchire di pagine SEO oriented un sito web istituzionale. Sarà meglio focalizzarsi sulle domande più frequenti della nostra clientela, in modo da creare contenuti che rispondano alle query di ricerca più frequenti nel settore. Così, l’azienda sarà ‘pescata’ sul web attraverso uno di questi contenuti, che naturalmente rimandano ad altri, al sito web istituzionale e al più ampio universo aziendale.

Aggregare per fare business. Il corporate blog è il luogo deputato a integrare contenuti diversi creati in azienda, perché può ospitare video, interviste, statistiche, infografiche. Le stesse risorse aziendali possono essere chiamate a fare squadra, a partecipare alla creazione di specifici approfondimenti, stimolando una sana competizione interna e una grande attenzione rivolta a questo strumento che, una volta divenuto autorevole, può aumentare il numero di visitatori e trasformarsi in una fonte di business tramite le inserzioni e la vendita online dei prodotti, anche se l’obiettivo principale di un corporate blog resta l’incremento del brand value.

 




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