Quando fare installare un depuratore d’acqua in casa?

La priorità assoluta per tutti noi è quella avere accesso ad un acqua da bere che sia pulita e salutare. L’acqua è infatti un bene primario e sulla sua qualità non è possibile effettuare alcun tipo di compromesso.

Essa deve per questo essere perfettamente potabile e contenere tutti quegli elementi e minerali di cui il nostro organismo ha bisogno per rimanere in buona salute. Al contrario, non deve contenere tutte quelle sostanze inquinanti o nocive che possono a qualsiasi titolo avere ripercussioni negative sulla nostra salute.

Consideriamo tra l’altro che non adoperiamo l’acqua soltanto per bere, ma anche per cucinare i cibi e preparare determinati alimenti, nonché la adoperiamo per l’igiene personale quotidiano.

Quindi i motivi per i quali abbiamo bisogno di un acqua sicura sono certamente molteplici, motivo per il quale facciamo bene a pensarci in maniera concreta.

L’acqua che arriva fino al rubinetto di casa è sicura?

Di norma, l’acqua che arriva fino al rubinetto di casa ha una buona qualità, dato che è controllata dalle società che gestiscono gli acquedotti pubblici. Tale acqua viene convogliata all’interno di enormi vasche, ed è costantemente monitorata dal punto di vista chimico.

Qualora dovesse esserci la necessità di intervenire per risolvere una determinata condizione o per migliorare la qualità dell’acqua, vengono apportati determinati trattamenti che hanno proprio lo scopo di rendere l’acqua perfettamente salubre e quindi idonea al consumo alimentare.

Chiaramente, prima di essere immessa nel circuito l’acqua viene sottoposta a specifici tipi di controlli microbiologici e chimici finali, per avere la certezza che essa sia perfettamente potabile al 100%.

L’unico problema potrebbe derivare dal tratto finale delle tubature, ovvero quello che arriva fino in casa dell’utente. Se le tubature infatti sono particolarmente vecchie, queste potrebbero essere ossidate e rilasciare all’acqua un forte sapore di ferro.

In questo caso la società che gestisce l’acqua pubblica non ha alcuna responsabilità, ma al contrario deve essere il condominio ad aggiornare il tratto finale delle tubature, così da migliorare la qualità dell’acqua.

Fino ad allora però, l’unico modo per migliorare la qualità dell’acqua è quello di far installare un depuratore. I depuratori domestici sono infatti in grado di eliminare dall’acqua determinati elementi che pregiudicano la perfetta salubrità dell’acqua. Ciò vale non soltanto per l’eccessiva presenza di ferro ma anche ad esempio per una eccessiva presenza di cloro o eventuali elementi in sospensione che sono in grado di pregiudicare la qualità dell’acqua.

Di solito i depuratori ad osmosi inversa sono perfetti per risolvere questo tipo di necessità, ed è possibile scegliere il modello da acquistare dando un’occhiata anche online e confrontando i diversi modelli di depuratore d’acqua per la casa, scegliendo quello più conveniente e adatto alle proprie esigenze.

In particolar modo i modelli ad osmosi inversa funzionano tramite la forzatura del passaggio dell’acqua attraverso una membrana che è in grado di filtrarla e trattenere ogni impurità.

In questa maniera si ha la certezza di andare a bere un acqua decisamente più leggera e soprattutto salutare.

Molti modelli di depuratori ad osmosi inversa oggi presentano anche il gasatore, che consente di avere acqua perfettamente gasata a proprio piacimento. Questa è un’altra caratteristica da considerare, dato che è in grado di rendere veramente un buon servizio a tutta la famiglia.

Dunque in tutti quei casi in cui l’acqua che arriva al rubinetto di casa ha un cattivo sapore, sa troppo di cloro, presenta degli elementi in sospensione o è visivamente poco chiara e dunque torbida, è possibile andare ad installare un depuratore d’acqua grazie al quale migliorare notevolmente la sua qualità ed avere così finalmente la certezza di bere in totale sicurezza, bicchiere dopo bicchiere, per la gioia di tutta la famiglia.

Collezioni Nostrasantissima: creatività e design da indossare

Quando la moda creativa ed in linea con le tendenze del momento incontra la qualità dei tessuti e delle lavorazioni, nascono i capi d’abbigliamento Nostrasantissima. Questo famoso brand ha presentato la sua prima collezione al mondo nel 2010 e da allora ha registrato un crescendo di consensi continuo, sino a divenire un punto di riferimento per tantissimi giovani che desiderano vestire alla moda ed in maniera ricercata. È sufficiente dare un’occhiata alle sue collezioni per rendersi conto del lavoro di ricerca e lo stile che traspare da ogni singolo capo di abbigliamento, frutto di una passione per il design di qualità che ha portato questo marchio a ricoprire un ruolo di rilievo nel settore. Nostrasantissima è dunque sinonimo di qualità e personalità, così come di lavorazione raffinata e ricerca di soluzioni all’avanguardia che sono alla base di quel mix magico che gli consentono di essere oggi la prima scelta per tantissimi giovani e meno giovani.

Se non conosci ancora in dettaglio le collezioni Nostrasantissima è arrivato il momento di rimediare e dare un nuovo look al tuo outfit, grazie alle proposte ricche di stile e personalità che ti attendono. Puoi farti già un’idea su www.revolutionconceptstore.com e scoprire la qualità ed il design unico che caratterizza ogni capo Nostrasantissima: dai giubbini ai pantaloni, dai bermuda ai jeans, qui puoi trovare veramente tutto ciò di cui hai bisogno per completare il tuo abbigliamento ed aggiungere quel pizzico di personalità in più che ancora manca nel tuo armadio. Divertiti a scoprire le tantissime proposte a disposizione e scegli in base a ciò che pensi possa fare maggiormente al caso tuo. Sfruttando le promozioni del momento inoltre, potrai acquistare i capi che preferisci ad un prezzo più basso rispetto quello originale, e ricevere comodamente la merce a casa entro un paio di giorni lavorativi.

Pedrazzini Arreda | Soluzioni per la tua Cucina

Un recente sondaggio ha rivelato che gli italiano trascorrono circa il 70/% del tempo in cui sono in casa in cucina. Contrariamente a quello che si possa pensare dunque, non è il salotto l’ambiente preferito dagli italiani, e nemmeno la camera da letto. I nostri connazionali infatti, conoscono bene il piacere della buona cucina e della buona tavola, ed è per questo che amano sperimentare, elaborare nuovi piatti e invitare gli amici a cena. Questo è il motivo principale per il quale oggi questo ambiente di casa sia così importante, ed è facile intuire il perché dell’esigenza di rendere la cucina un ambiente assolutamente accogliente, bello da vedere e funzionale.

Una delle più importanti realtà lombarde nel settore delle cucine di alto profilo è indubbiamente Pedrazzini Arreda, azienda che si occupa della vendita di cucine a Milano con sede in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese, che da sempre aiuta i proprio clienti nell’individuare la soluzione più adatta a realizzare i propri sogni e aspettative legate all’arredo della zona cucina. Questa importante azienda è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3, e propone soluzioni di grande qualità perfette per risolvere ogni tipologia di esigenza specifica abbinata ad un design sempre innovativo e d’effetto.

Pedrazzini Arreda ti seguirà e supporterà sin dalle fasi di consulenza e progettazione, fornendoti un comodissimo servizio di ritiro della tua vecchia cucina (che verrà smaltita nei luoghi e nelle modalità previste dalla normativa vigente e da quella dei comuni di appartenenza). La tua nuova cucina sarà installata da esperti falegnami e da personale esperto e qualificato, ti sarà consegnata già pronta per essere utilizzata e vissuta sin da subito. Potrai usufruire a vita dei servizi post vendita, e ti sarà possibile prolungare la garanzia di ulteriori 2 anni sul previsto. Pedrazzini Arreda è la soluzione perfetta per la tua casa!

Web agency e web marketing

Inauguriamo il nostro portale con un sito web che presenta una interessante azienda che si occupa di web design e posizionamento di siti sui motori di ricerca. Il sito in questione è della WebSenior, una web agency Monza creata alla fine del 2014 da Gerardo Tartaglia, dopo anni di esperienza commerciale all’interno delle più importanti realtà del settore. Il sito in questione riesce senza dubbio a differenziarsi rispetto alla concorrenza, focalizzando l’attenzione del visitatore non solo sui servizi offerti, sui quali effettivamente rimane poco da aggiungere rispetto a quello che fanno altri, ma anche e sopratutto sul modo con il quale WebSenior imposta ed affronta qualsiasi progetto web. Traspare senz’altro il desiderio di coinvolgere, e di far capire all’utente finale il perchè WebSenior svolge questo lavoro con passione e competenza. Alcuni aspetti, poi, ci appaiono molto originali: l’apertura con Steve jobs, il neonato che esprime dubbi, il richiamo all'”Arte della Guerra” di Sun Tzu e molte altre piccole chicche. Davvero ci piace, ovviamente il sito in questione offre anche molte informazioni ed un blog davvero ricco di contenuti. Promosso!

Giochi Gonfiabili Go Leisure

Go Leisure produce e commercializza da oltre 20 anni playground da interno o esterno, giochi gonfiabili, giochi acquatici, trampolini elastici, play area per bimbi fino a 3 anni e tantissime altre attrezzature ludiche di pregevole fattura e qualità. Durante tutto il processo produttivo anche i più piccoli particolari vengono curati con particolare meticolosità e attenzione, per far si che i piccoli possano godere degli spazi e delle attrezzature loro dedicate in totale sicurezza. Se hai uno spazio in giardino o in casa e stai pensando di far realizzare un’area giochi per i tuoi figli, se sei proprietario di uno spazio commerciale e intendi predisporre una play area per il divertimento dei più piccoli, se gestisci una scuola materna e vuoi rinnovare le attrezzature da gioco per i bambini, Go Leisure è la soluzione che ti garantisce massima sicurezza, grande qualità dei materiali e convenienza. Potrai comodamente inviarci la piantina dell’area nella quale intendi sistemare le attrezzature per il gioco, penseremo noi a studiare il progetto e l’idea più adatta a soddisfare le tue necessità. Individuata l’idea giusta effettueremo un sopralluogo per meglio comprendere spazi e particolarità del luogo, subito dopo inizierà la fase produttiva e la play area che avevi pensato prenderà magicamente forma. I nostri tecnici si occuperanno della messa in opera di tutte le attrezzature, per consentire da subito ai piccoli di usufruire del loro nuovo e bellissimo spazio per i giochi. All’interno del sito è possibile visionare in anteprima alcune tra le soluzioni proposte da Go Leisure: dai bellissimi percorsi e saltarini gonfiabili ai giochi acquatici quali scivoli e acquafun, dai giochi e casette da giardino alle scenografie 3D per un divertimento assicurato. Puoi inviare la tua richiesta all’indirizzo mail info@go-leisure.com o contattare il recapito telefonico +390392497489. Gli uffici si trovano in Via Friuli, 2/B 20853 Biassono (MB).

Aumentano le presenze turistiche straniere in Italia

Gli italiani hanno ripreso a viaggiare, e per le vacanze estive 2022 cresce anche il flusso di viaggiatori stranieri. Giugno ha infatti registrato un significativo incremento delle presenze turistiche. “I dati sulle vacanze pasquali e i ponti successivi lasciavano ben sperare in una ripresa dell’intero settore turistico. Tuttavia nessuno aveva l’ardire di pensare che ci saremmo avvicinati ai numeri pre-pandemia – commenta Asmaa Gacem, vicepresidente nazionale del CNA Turismo e Commercio, con delega alle città d’arte -. Si temeva molto la mancanza dei russi, ma l’aumento del turismo interno sta aiutando a mitigare la situazione”. Continua invece a pesare l’assenza del pubblico asiatico, grande bacino di utenza delle bellezze nostrane. Ma “si aggiunge la rinnovata presenza degli statunitensi, che continuano a scegliere l’Italia come una delle mete preferite”, sottolinea Gacem.

Coniugare il relax con la scoperta di nuovi luoghi

Un’indagine del Touring Club Italiano riporta che il 79% degli italiani effettuerà un viaggio tra maggio e settembre, contro solo l’1% che è sicuro di non viaggiare. Nonostante l’aumento dei prezzi innescati dalla combinazione del conflitto russo-ucraino e pandemia, gli italiani hanno quindi voglia di spostarsi coniugando il relax con la scoperta di nuovi luoghi. La congiuntura positiva si alimenta anche dell’eliminazione delle restrizioni agli spostamenti, sia nel territorio nazionale, che per quanto riguarda gli ingressi internazionali.

A giugno 46,3% di strutture prenotate 

Le maggiori presenze si registrano nel mese di giugno, quando i costi sono più contenuti, mentre luglio si conferma il mese di punta dell’alta stagione insieme alle prime due settimane di agosto, quando si registra un’inflessione nel volume di presenze. Nel mese di giugno poi la percentuale di strutture prenotate arriva al 46,3%, e il primato si perde tra luglio (21,3%) e agosto (30%), quando si passa il testimone di prima in classifica alla Grecia.
“La maggiore saturazione interessa le mete lacuali (54,1%), mentre gli altri due gradini del podio sono occupati rispettivamente dalle città d’arte (51,7%) e dalle mete balneari (44,5%). Nel mese di luglio ci sarà una possibile inversione di tendenza a favore delle città di mare, ma la presenza di stranieri assicura numeri molto positivi per il turismo culturale”, spiega ancora Gacem.

Città d’arte: previsti 27,4 milioni di visitatori

Il dossier di Assoturismo per Confesercenti rivela infatti che tra giugno e agosto sono previsti 27,4 milioni di visitatori nelle città d’arte, facendo registrare un incremento del +24,6% rispetto al 2021.
“Secondo quanto mostrato nel rapporto ENIT, nella seconda settimana di giugno si contavano 931mila prenotazioni aeroportuali internazionali verso l’Italia. Si tratta di una cifra del +384% superiore rispetto al 2021 – aggiunge Gacem -. Riprendendo lo stesso documento dell’Agenzia nazionale del Turismo sui voli per l’Italia, nel mese di luglio si contano 728mila prenotazioni (+222%) e ad agosto 393mila (+202%). Ora, resta aperta la possibilità dei viaggi last minute, però le tendenze sono queste e confermano dei trend ormai stazionari”.

Maestri artigiani, ecco quali sono sono gli antichi mestieri più richiesti

In mezzo a tante nuove professioni legate alla tecnologia, ce ne sono alcune che non solo non passano mai di moda, ma che anzi vengono riscoperte e sono sempre più richieste. Si tratta in particolare dei mestieri artigiani, abilità antiche che vivono una uova giovinezza e che vengono ulteriormente valorizzate. Non solo: offrono anche un ottimo sbocco lavorativo a chi le sa esercitare. Il dato emerge da un’analisi condotta da da Espresso Communication per Cameo Italiano sulle principali testate di settore. Cameo Italiano, azienda specializzata nella creazione di camei su conchiglia, rappresenta solo un esempio di molte piccole e medie imprese che sono alla ricerca di profili altamente specializzati: i distretti conciari in Toscana, Veneto e Campania cercano conciatori per la lavorazione delle pelli; nelle aziende tessili mancano ricamatrici a mano ed esperte di uncinetto; intagliatori del legno, ornatisti del marmo e decoratori manuali sono sempre richiesti per le loro abilità manuali.

Quali sono le abilità più ricercate?

Dal conciatore di pelli appunto al liutaio fino ad arrivare al ramaio e al poco conosciuto bombonierista, sono dieci le arti identificate dall’indagine come le più ricercate dalle imprese. Ecco chi sono e cosa fanno questi artigiani dall’altissima specializzazione. Il Conciatore di pell opera nell’industria conciaria italiana, un’eccellenza manifatturiera conosciuta in tutto il mondo: tramite il processo di lavorazione si rende la pelle ed il cuoio un prodotto adatto all’uso quotidiano e durevole nel tempo. Il Liutaio è un mestiere nato nell’epoca barocca, il liutaio si occupa di costruire e restaurare strumenti ad arco (come violini e violoncelli) e a pizzico (liuti, chitarre e mandolini). In Italia la culla di quest’arte è a Cremona mentre in Europa è rinomata la produzione artigianale di Granada. Il Maestro incisore su conchiglia e corallo: artigianalità tipica di Torre del Greco, la creazione del cammeo su conchiglia e corallo ancora oggi viene affidata alle sapienti mani di maestri artigiani che lavorano la materia secondo tecniche e tradizioni che hanno attraversato secoli di storia. La Ricamatrice a mano: dalle mercerie alle grandi aziende, l’Italia si è sempre contraddistinta nel mondo per la qualità e il pregio delle ricamature per abbellire o impreziosire ogni tipologia di tessuto. L’Impagliatore è l’artigiano esperto nella lavorazione della paglia e del vimine crea sedie, cestini di varia grandezza e contenitori per damigiane. Mestiere tornato alla ribalta anche grazie alla riparazione delle sedute delle sedie che vengono prodotte industrialmente.

Anche mestieri meno noti

Gli altri cinque mestieri più ricercati, presenti nella classifica, sono forse poco noti. Come il Tessitore, in grado di utilizzare i telai per realizzare prodotti finiti direttamente dai filati. Una particolare categoria sono gli arazzieri che tramite un’antica tecnica di lavorazione realizzano pregiati articoli di tappezzerie per adornare le pareti. Il Bombonierista è l’artigiano che crea piccole opere per celebrare le cerimonie tradizionali, come matrimoni, cresime, battesimi. L’Ornatista è l’artigiano specializzato in opere e lavori di pura ornamentazione, ed è sempre stato una figura richiesta nel campo dei modellatori, intagliatori e incisori: grazie alle sue doti manuali è in grado di perfezionare e rendere unico un manufatto. Il Lattoniere è una figura specializzata nella lavorazione delle lamiere con utensili manuali o macchine piegatrici. I lattonieri sono in grado di realizzare lamiere, tubazioni, raccorderia e grondaie per l’edilizia e di riparare le carrozzerie delle autovetture. Il Ramaio infine è l’artigiano che realizza pezzi di artigianato (una volta era pentolame da cucina) partendo da semplici fogli di rame che vengono tagliati, modellati con un martello e infine saldati tra loro.

Meta: una nuova tipologia di account per la realtà virtuale nel metaverso

È stato già annunciato durante la conferenza virtuale Connect 2021: ad agosto 2022 Meta inizierà a introdurre una nuova tipologia di account, e cambierà la metodologia di accesso ai visori VR. Non sarà quindi più necessario accedere ai dispositivi Meta VR tramite un account Facebook, perché l’account Meta consentirà di accedere ai dispositivi VR e visualizzare e gestire le app acquistate in un unico luogo, ma non sarà in alcun modo un profilo social. In pratica, il profilo Oculus degli utenti evolverà in Meta Horizon, i nuovi profili social attraverso i quali interagire nella VR e negli altri spazi in cui sarà possibile utilizzarli, come nel web. Si potrà anche scegliere come apparire agli altri utenti, personalizzando le informazioni come nome e avatar. 

Un cambiamento valido per i nuovi arrivati nella realtà virtuale

Gli utenti però avranno la possibilità di aggiungere il proprio account Facebook e Instagram all’account Meta, in modo da sbloccare esperienze connesse tra loro all’interno della realtà virtuale. Inoltre, gli ‘Amici’ diventeranno ‘Follower’, avvicinandosi quindi a quello che è il modello di Instagram. Il cambiamento è valido per i nuovi arrivati nella realtà virtuale di Meta: per chi avesse già unito il proprio account Oculus con quello Facebook, sarà necessario creare un account Meta e un profilo Meta Horizon corrispondente. Se l’accesso al proprio dispositivo VR è già stato effettuato, invece, sarà possibile mantenerlo fino al primo gennaio 2023.

La personalizzazione della privacy

Dopo quella data, per continuare a usare il visore serviranno l’account Meta e il profilo Meta Horizon Allo stesso tempo, Meta ha reso noto in che modo permetterà la personalizzazione della privacy nei suoi profili nel metaverso: con il prossimo aggiornamento, gli utenti troveranno un menu con tre opzioni per la privacy che saranno d’ausilio nello scegliere tra tre impostazioni: Aperto a tutti, Amici e familiari e Solo io. Dopo aver effettuato la scelta, gli utenti avranno l’opportunità di rivedere e confermare le impostazioni di privacy individuali nel modo desiderato, ma sarà comunque possibile modificare queste impostazioni in qualsiasi momento.

Per i minorenni profili Meta Horizon impostati in automatico come privati

Ci sarà anche la possibilità di impostare il proprio profilo Meta Horizon come privato, riporta Adnkronos, il che significa che all’utente verrà chiesto di volta in volta di esaminare e approvare le richieste di follow. Una volta scelta questa opzione, la sezione follower sarà visibile solo ai follower stessi, mentre i non follower potranno vedere l’immagine del profilo, l’avatar, il nome utente e il nome visualizzato, il numero di follower e il numero di persone seguite. Anche con un profilo chiuso, gli utenti saranno sempre visibili e perciò sarà possibile ricevere richieste di follow. Le persone di età compresa tra i 13 e i 17 anni, invece, avranno i propri profili Meta Horizon impostati in automatico come privati.

Gli italiani a tavola ascoltano la musica: ma quale?

Classica, rock, pop, dance, metal? Per la gran parte degli italiani il pasto è accompagnato da una colonna sonora. Non solo: sono anche i cibi a guidare le tipologia di musica. In vista della nuova stagione di concerti e festival, Uber Eats rivela quali sono i profili musicali ed i generi a cui è possibile associare un determinato cibo o piatto. Tra conferme e miti da sfatare, emergono delle “tribù musicali” legate a cibi e pietanze. Qual è il piatto preferito del metallaro? Quello di chi ascolta musica classica? Ecco in che modo i gusti musicali possono essere legati ad una particolare pietanza o cibo. L’indagine, denominata“Il cibo è musica”  ha coinvolto un campione di circa 1.200 persone, composto sia da donne sia da uomini, definito trasversalmente nella fascia d’età dai 20-50 anni di diverso titolo di studio e professione. Obiettivo della ricerca, individuare e analizzare in che modo il cibo sia entrato sempre più nella sfera emozionale dell’uomo, legandosi ad altri elementi esperienziali della persona, come l’ascolto della musica e la preferenza di specifici generi musicali.

Musica soprattutto per il buonumore

La musica è un elemento molto importante nella vita quotidiana degli italiani, così ha risposto il 41% degli intervistati e la motivazione, per la stragrande maggioranza (62%) è che trasmette buonumore. Dove si ascolta principalmente? Se la propria camera è al primo posto con il 27% delle preferenze, circa uno su quattro ha dichiarato di ascoltare musica in cucina e il 21% l’ascolta proprio durante i pasti. La principale motivazione (61%) è data dal fatto che ascoltare musica ai pasti aumenta la soddisfazione legata a ciò che si sta mangiando.

A ogni piatto una colonna sonora

La maggior parte degli intervistati ha dichiarato di ascoltare musica classica (23%) durante i pasti. Seguono la musica pop (22%), quella rock (17%), il jazz (14%), la dance (10%) e il metal (9%). Ecco qualche curiosità in più, che mette in evidenza l’associazione fra uno specifico piatto e la relativa musica. Gli intervistati,  ai quali è stato chiesto che tipo di genere musicale assocerebbero ai piatti più comuni, hanno risposto così: Spaghetti – musica classica;  Pizza margherita – musica pop; Panino gourmet – musica rock; Hamburger – musica dance;  Sushi – musica jazz; Poke – musica dance; Cucina etnica – musica metal. Insomma, ogni piatto ha la sua colonna sonora!

Desertificazione e siccità, gli italiani sono preoccupati per il futuro 

Otto italiani su 10 sono preoccupati per il futuro, minacciato da desertificazione e siccità che mettono a rischio l’agricoltura. La siccità è infatti un problema attuale e globale, e in Italia la fotografia è allarmante: oltre il 20% del territorio nazionale è a rischio desertificazione fin dal 2018, e la situazione è ulteriormente complicata dall’assenza di precipitazioni degli ultimi mesi, che non ha riguardato solo le aree meridionali del paese.
È quanto emerge da una ricerca Ipsos per Finish, realizzata in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccità, che si celebra ogni anno il 17 giugno.

Il deficit di pioggia e neve mette in crisi le principali aree rurali del Nord Italia

Il deficit di pioggia e neve, -60% e -80% rispetto alla media stagionale, ha messo in crisi le principali aree rurali del Nord Italia, con i grandi invasi di acqua riempiti a livelli minimi, e ben al di sotto della loro capacità. Gli italiani sembrano aver compreso la situazione: secondo l’indagine la situazione odierna e lo spettro della desertificazione preoccupano il 62% degli intervistati, con una percentuale che aumenta all’83% se viene ampliato l’orizzonte temporale e si guarda al futuro. Preoccupazione che, nel presente, rimane elevata per il Sud Italia e le isole (69%), ma che proprio in ottica futura vede il Nord-Ovest guadagnare il primo posto (63%), a causa del forte stress idrico a cui sono sottoposte Piemonte e Lombardia. Al Nord-Ovest seguono Sud e isole (62%), Centro (59%) e Nord-Est (57%).

A rischio le risorse idriche

Questa situazione ha un impatto diretto e inevitabile sull’agricoltura, settore che a causa di siccità e fenomeni atmosferici è considerato a forte rischio dal 56% degli intervistati e che pertanto, per resistere alla ‘crisi’, è costretto a trovare nuove aree da coltivare o a ricercare e accelerare su nuovi investimenti. Emerge particolare preoccupazione per quanto concerne le risorse idriche in futuro: il 25% è preoccupato per i fenomeni di prolungata siccità (+13% se paragonato ai timori sul presente), il 24% per lo scioglimento dei ghiacciai e il 19% per la presenza di fenomeni atmosferici intensi sempre più brevi e limitati ad alcuni periodi dell’anno.

Come contrastare il problema? 

Per contrastare il problema, “c’è tanto che si può fare – spiega all’Adnkronos, Luca Spadaro, responsabile progetto Finish ‘Acqua nelle nostre mani’ -. Dal bagno alla cucina: le abitudini quotidiane che possono fare la differenza sono tante”. Ad esempio, continua Spadaro, “evitare di sciacquare a mano le stoviglie prima di metterle in lavastoviglie. Questo semplice gesto consente di risparmiare 38 litri d’acqua a ogni lavaggio e, se messo in pratica da tutti, può avere un impatto notevole”.
Rispetto a due anni fa, però, “la sensibilità dei cittadini è costantemente migliorata e oggi il 33% ha smesso di sciacquare i piatti – aggiunge Spadaro -. Questo consente un risparmio idrico di circa 4mila e 500 piscine olimpioniche”.

Reati online: gli italiani vogliono tutelarsi dal furto di dati sensibili

Il furto dell’identità genetica, l’accesso fraudolento ai profili social, la diffusione di dati sensibili come forma di ricatto sono alcune delle minacce percepite in misura maggiore tra chi ha già subito una violazione della propria identità digitale.
È quanto emerge dal sondaggio Ipsos, condotto per Wallife, insurtech focalizzata sulla protezione dei rischi derivanti dal progresso tecnologico e scientifico. La ricerca, effettuata su un campione rappresentativo di 1.700 persone fra Italia, Francia e Germania appartenenti al cluster degli utenti adulti di internet, ha indagato i rischi connessi all’utilizzo del web e la propensione all’acquisto di una copertura assicurativa.

Subire un furto d’identità: la principale minaccia percepita

In Italia, lo scenario disegnato da Ipsos evidenzia un dato rilevante: il 73% degli italiani prenderebbe in considerazione strumenti di protezione che coprano la violazione dell’identità digitale. Un’esigenza soprattutto tra i giovani adulti di età compresa tra i 35 e i 54 anni. Quasi un terzo della popolazione italiana dichiara poi di aver subito in prima persona una forma di violazione digitale. Le prime tre minacce che preoccupano maggiormente gli italiani sono subire un furto d’identità (41%), l’utilizzo improprio di metodi di pagamento online (39%), e l’accesso fraudolento al conto corrente online (34%).

Come proteggersi dalle violazioni digitali?

Il bisogno di una copertura assicurativa è particolarmente sentito quando si parla di violazione del conto corrente online o del conto di trading online. Infatti, oltre la metà degli italiani (55%) si dichiara propenso all’acquisto di una polizza che preveda un rimborso in caso di eventuali danni. La percentuale sale al 73% se si includono anche altre casistiche, come l’accesso fraudolento al profilo social e la diffusione non autorizzata di dati sensibili sul web come fonte di ricatto. Tali minacce fanno innalzare la propensione a sottoscrivere una copertura assicurativa. E tra i metodi preferiti di acquisto delle polizze, le gift card sono ritenute un metodo semplice e innovativo da un terzo degli italiani (32%).

Vantaggi della tecnologia e incremento della sicurezza

“Come emerge dall’indagine – commenta Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos – vi è sempre una maggiore presa d’atto dei rischi connessi all’uso del web rispetto ai quali, soprattutto chi è incappato in violazioni della propria identità digitale, manifesta un orientamento a forme di protezione. Le soluzioni a cui Wallife sta pensando vanno proprio nella direzione di conciliare un maggiore utilizzo del web con una maggiore tutela da situazioni potenzialmente rischiose”.
Ma se il progresso tecnologico è in continua evoluzione, “i vantaggi apportati dalla tecnologia devono però essere bilanciati da un incremento della sicurezza – aggiunge Maria Enrica Angelone, ceo di Wallife -. L’obiettivo di Wallife è ideare polizze assicurative che permettano ai consumatori di utilizzare le nuove tecnologie con maggiore tranquillità”.

L’agricoltura italiana è sempre più “giovane”

Sono sempre di più i giovani che si avvicinano all’agricoltura, in particolare quelli che decidono di affrontare questo settore con un approccio imprenditoriale. Per questo, infatti, lo stock di aziende agricole a conduzione giovanile iscritto ai registri camerali è passato dalle 52.388 nel 2016 alle 56.172 di fine 2021, con un picco nel 2018 dove si è superato il numero di 57.600. Mediamente nel periodo considerato si è registrata una crescita dello stock di aziende ‘giovani’ dello 0,4% annuo, sintesi dell’ottimo andamento del 2017 e 2018 (rispettivamente +5,6% e +4,1%). Lo rileva l’Ismea nel fare il punto con l’Adnkronos a pochi giorni dalla scadenza della quinta edizione della Banca nazionale delle Terre agricole il 5 giugno, segnalando come nello stesso arco temporale, invece, il numero complessivo di aziende agricole si è ridotto a un ritmo dello 0,7% all’anno, portando la quota di imprese condotte da giovani al 7,7% rispetto al 6,9% del 2016.

Cosa fa per i giovani la Banca nazionale delle Terre Agricole

La Banca nazionale delle Terre Agricole è uno strumento che pur non essendo rivolto esclusivamente ai giovani, vede un’alta partecipazione da parte degli under 41, grazie alla possibilità a loro riservata di pagare il prezzo del terreno ratealmente, per un periodo massimo di 30 anni. Finora ha rimesso in circolo 349 terreni per un totale di oltre 13 mila ettari aggiudicati. Tra l’altro, bel il 75% delle aggiudicazioni della Banca, segnala ancora l’Ismea, avviene a favore di giovani agricoltori. 

Un successo che cresce

Nel frattempo sembra aumentare sempre di più l’interesse da parte degli imprenditori verso i temi della quinta edizione della Banca delle Terre agricole con 340mila visualizzazioni e oltre 140mila utenti unici che hanno visitato la sezione, a partire dal 7 marzo scorso. Questa edizione è costituita da oltre 19.487 ettari per un totale di 801 aziende agricole potenziali. Il valore a base d’asta complessivo del lotto raggiunge oltre 283 milioni di euro. I terreni di questo quinto lotto sono attualmente destinati a seminativi per quasi la metà degli ettari disponibili accanto a un 22% costituito da prati e pascoli, e a un 30% suddiviso tra boschi, uliveti, agrumeti, vigneti e frutteti. La Sicilia da sola concentra il 33% delle superfici complessive. Seguono Sardegna e Basilicata con il 12% degli ettari, Toscana (11%), Puglia (9%), Calabria (6%), Emilia Romagna (5%) e Lazio (4%). Il restante 8% è distribuito nelle altre Regioni.

Ransomware: l’88% delle aziende disposte a pagare il riscatto

Sebbene i ransomware rimangano una delle minacce più diffuse, con due terzi delle aziende che hanno già subito un attacco, il pagamento del riscatto sembra essere percepito dai dirigenti come un modo sicuro di affrontare il problema. La parola ransomware è ormai nota nel mondo aziendale, e secondo quanto emerge dal nuovo report di Kaspersky, ‘How business executives perceive ransomware threat’, i dirigenti dell’88% delle organizzazioni vittime di un attacco ransomware sceglierebbero di pagare il riscatto se dovessero subirne un altro. Tra le organizzazioni che non ne sono ancora state vittime, è il 67% che sarebbe disposto a pagare, ma non subito.

Una minaccia reale per la sicurezza informatica

I ransomware rimangono una minaccia reale per la sicurezza informatica. Il 64% delle aziende conferma di aver subito un incidente di questo tipo mentre il 66% prevede che prima o poi ne subirà uno simile, ritenendolo più probabile rispetto ad altri tipi di minacce (attacchi DDoS, alle supply-chain, APT, cryptomining o cyberspionaggio).
“La nascita di nuovi sample e l’utilizzo dei ransomware da parte di alcuni gruppi APT in attacchi avanzati li ha resi una minaccia molto seria per le aziende – dichiara Sergey Martsynkyan, VP, Corporate Product Marketing di Kaspersky -. Anche un’infezione accidentale può causare gravi danni e compromettere la continuità aziendale, ecco perché i dirigenti sono costretti a prendere decisioni difficili in merito alla possibilità di pagare il riscatto”.

Ripristinare i dati costerebbe di più: ci vuole troppo tempo

Le aziende che hanno già subito un attacco sono anche più propense a pagare prima possibile per ottenere l’accesso immediato ai propri dati (33% delle aziende già attaccate in passato contro il 15% delle aziende che non sono mai state vittime), o a pagare dopo un paio di giorni di tentativi di decriptazione non andati a buon fine (30% contro il 19%). I dirigenti aziendali che hanno già pagato un riscatto sembrano ritenere che questo sia il modo più efficace per riavere i propri dati, e il 97% di loro è disposto a farlo di nuovo. La disponibilità delle aziende a pagare potrebbe essere attribuita alla scarsa consapevolezza su come rispondere a tali minacce, o al troppo tempo necessario a ripristinare i dati, poiché l’attesa prolungata potrebbe far perdere più denaro di quello impiegato per pagare il riscatto.

Inviare denaro ai criminali li incoraggia a ripetere l’operazione

“Tuttavia – aggiunge Martsynkyan – non è mai consigliabile inviare denaro ai criminali, in quanto ciò non garantisce la restituzione dei dati crittografati e incoraggia gli attaccanti a ripetere l’operazione. Noi di Kaspersky stiamo lavorando duramente per aiutare la comunità aziendale a evitare questo tipo di situazioni. È importante che le aziende seguano i principi di sicurezza di base e cerchino soluzioni di sicurezza affidabili per ridurre al minimo il rischio di un incidente ransomware”.

Più imprese in Lombardia, grazie a servizi, edilizia e società di capitali

Nel 1° trimestre 2022 sono oltre 18mila le nuove iscrizioni delle imprese lombarde, confermando la prevalenza delle società di capitali. Unioncamere Lombardia ha pubblicato il rapporto sull’andamento della demografia delle imprese. Le informazioni tratte dalle anagrafi delle Camere di Commercio lombarde evidenziano nei primi tre mesi dell’anno un saldo positivo tra le imprese nuove iscritte (18.333) e le imprese che hanno cancellato la propria posizione (17.423). Normalmente i primi tre mesi dell’anno sono caratterizzati da un saldo negativo, e la causa di tale anomalia è legata ai numeri ancora molto contenuti delle cessazioni, a seguito delle misure di sostegno messe in campo dalle istituzioni per arginare gli effetti della crisi scatenata dal Covid-19.

Le iscrizioni arrivano a 817.563
Le iscrizioni si sono quindi riportate sui livelli precedenti all’emergenza sanitaria, consentendo al tessuto imprenditoriale regionale di portarsi a quota 817.563 posizioni attive, con una crescita su base annua pari al +0,5%. L’incremento del numero di imprese attive è limitato alle sole società di capitali, che crescono quasi del 5%. Si tratta di un processo strutturale esteso a tutto il territorio nazionale, ma che in Lombardia assume particolare rilevanza, data la percentuale molto più elevata rappresentata dalle società di capitale, pari al 34% del totale contro il 25,8% a livello nazionale.

Le attività del terziario trainano la crescita demografica
Le attività del terziario, escluso il commercio e i pubblici esercizi, sono alla base di gran parte della crescita registrata, con un incremento del +2,5% che consente a questo settore di arrivare a rappresentare il 37,6% del tessuto imprenditoriale lombardo. Tra gli altri comparti mostrano un segno positivo solo le costruzioni (+0,5%), che tornano a crescere dopo la battuta d’arresto registrata nel quarto trimestre 2021. Commercio (-1,3%) e alloggio e ristorazione (-0,2%) presentano variazioni negative, abbandonando i segni positivi evidenziati nei trimestri centrali del 2021, mentre industria (-1,3%) e agricoltura (-0,3%) proseguono il trend decrescente che li caratterizza da molti anni.

Il numero di nuove imprese lombarde torna ai livelli precedenti la pandemia
“Nonostante le incertezze del contesto internazionale, che rischiano di influenzare negativamente la ripresa, il numero di nuove imprese in Lombardia è già tornato sui livelli precedenti alla pandemia – ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio -, gli imprenditori dimostrano quindi di avere fiducia nella affidabilità del sistema economico lombardo e sono pronti a mettersi in gioco per dare il loro contributo con lo sviluppo di nuove attività”.

Small business, molto cashless: i giovani imprenditori sempre più digitali

Piccoli e medi imprenditori, commercianti e professionisti sempre più giovani e cashless. Stando all’Osservatorio Small Business di SumUp in Italia, tra il 2021 e il 202, sono cresciuti del 35,6% i giovani imprenditori tra i 25 e i 29 anni titolari di un Conto Aziendale SumUp e del 66,6% quelli tra i 20 e i 24 anni. Gli analisti rilevano che diminuiscono i prelievi di contanti, che a marzo 2022 risultano del 36,3% inferiori rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre sono sempre più diffusi gli acquisti online e le modalità di pagamento contactless. 

Alimentari, utility e carburanti le prime voci di spesa dei commercianti

Secondo lo studio, la spesa dei commercianti si concentra prevalentemente su alimentari e utility e cresce l’acquisto di carburante, soprattutto tra febbraio e marzo 2022 (+15%). “Dalla ricerca emerge uno spaccato interessante delle tendenze di spesa e di consumo degli imprenditori italiani, che inevitabilmente riflettono anche gli attuali cambiamenti economici cui stiamo assistendo a livello globale” sottolinea Umberto Zola, Growth Marketing Lead – Merchant Bank di SumUp. “La pandemia – sottolinea il manager- ha messo in difficoltà le aziende di tutte le dimensioni, per cui è senz’altro incoraggiante cominciare a vedere come i giovani si stanno stabilizzando e avviando attività in proprio”.

I pagamenti? Sempre più digitali

“Più in generale, i dati mostrano chiaramente il peso che stanno assumendo la spesa online e i pagamenti cashless, dovuto alla spinta alla digitalizzazione portata dalla pandemia. In SumUp abbiamo l’obiettivo di supportare i nostri commercianti nel miglior modo possibile, adattando i nostri servizi per soddisfare le esigenze in continua evoluzione del panorama aziendale. Proprio l’analisi di queste tendenze ci permette di affiancare al meglio i nostri clienti nelle loro attività” commenta ancora Zola. I dati mostrano, in particolare, che a possedere un Conto Aziendale SumUp nel primo trimestre 2022 sono soprattutto i commercianti tra i 45 e i 49 anni (14,6%% del totale), seguiti dagli imprenditori tra i 40 e i 44 anni (14,1%). I più giovani (tra i 20 e i 29 anni) rappresentano quasi l’11%, ma sono in crescita rispetto al primo trimestre del 2021, quando rappresentavano il 7,4%.