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La ricerca scientifica? In Italia è (sempre di più) donna

Almeno nell’ambito della ricerca scientifica, in Italia la parità di genere sembra non essere lontana. Nel nostro Paese, infatti, quasi 5 ricercatori scientifici sono donne (la percentuale di presenza femminile è del 44%). La buona notizia viene dal report annuale “Gender in research” di Elsevier, uno dei più importanti editori scientifici del mondo, con oltre 3000 pubblicazioni in ogni ambito scientifico. Lo studio, che prende in esame la partecipazione delle donne nel campo della ricerca in Europa e in altri 15 Paesi del mondo, rivela per l’Italia una presenza femminile sopra la media Ue, con il 39%. L’Italia è seconda solo al Portogallo (è il paese guida sul genere) e in linea con la Spagna. La Francia è al 39%, la Danimarca 35%, Olanda 33%, Germania 32%. Allargando l’osservazione al di fuori dell’Europa l’Australia è al 39,46% e Argentina e Messico mettono a punto ottimi punteggi, mentre è il Giappone, con il 15.22%, il fanalino di coda.

Dalla rete alla retribuzione: la differenza tra i generi

Gli ultimi cinquant’anni hanno visto enormi progressi per e dalle donne nella ricerca. Le donne ora rappresentano una quota maggiore di scienza, tecnologia, ingegneria, laureati in matematica (STEM) e medicina come mai prima d’ora. Tuttavia, c’è ancora molto da fare. “Questo rapporto evidenzia anche che le donne non partecipano a reti di collaborazione allo stesso livello maschile, con un potenziale impatto sulla loro carriera”, sottolinea Kumsal Bayazit, Chief Executive Officer di Elsevier. Gli elementi da prendere in esame sono pubblicazioni e citazioni, oltre a borse di studio e domande di brevetto: questa è ‘l’impronta’ che lascia il ricercatore. E gli uomini hanno un’impronta di ricerca più ampia, con maggiori pubblicazioni, sovvenzioni e brevetti. Sul fronte della retribuzione, nel settore della ricerca il nostro Paese è avanti rispetto al resto d’Europa, con un pay gender gap attorno al 7% (che rispecchia l’andamento dell’intera economia) decisamente inferiore alla media europea (15%) e pari a circa un terzo della Danimarca (circa il 20%).

Ruoli e posizioni delle donne

Per quanto riguarda la distribuzione dei ruoli, sempre nel settore delle discipline STEM, in Italia le donne sono addirittura più degli uomini fra i candidati ai dottorati (52%), mentre nel terziario avanzato, fra gli impiegati e i tecnici, le donne che svolgono queste professioni in Italia sono quasi il 60% (la media Ue è poco al di sopra del 50%). Per quanto riguarda i ruoli apicali degli istituti di ricerca, le donne hanno poco più del 20% di rappresentanza (percentuale peraltro molto vicina a quella del resto d’Europa). Tra i ruoli di scienziate e ingegnere, infine, in Italia la presenza femminile è di poco sopra al 30%, mentre la media Ue supera il 40%.

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